FRITTO MISTO ALL’ITALIANA

Il fritto misto all’italiana è diventato nell’arco di tanti anni un piatto rinomato della nostra tradizionale cucina, conosciutissimo anche all’estero e nominato in tutti i libri ed enciclopedie gastronomiche di rispetto.

Esistono almeno cinque varianti di fritto misto, che si differenziano in parte per ingredienti e in parte per tecnica esecutiva. Tra gli “storici” ci sono il fritto misto piemontese, bolognese, fiorentino, napoletano e romano.

Anche se il fritto è sempre sconsigliato da nutrizionisti e medici, rimane uno dei piatti a noi più cari, ricco e goloso, sempre presente almeno ogni tanto sulle nostre tavole da nord a sud.

Si tratta in genere di un grande piatto unico composto da più ingredienti, tra cui carni, farinacei e verdure. Nel passato il fritto misto era presentato come antipasto misto soprattutto nei pranzi nuziali, ma oggi è da considerarsi un secondo piatto completo da tutti i punti di vista.

Vediamo con curiosità le più note varianti di questa tradizione italiana.

 

fritto misto all'italiana

 

  • alla piemontese: è tra i più antichi e tradizionali, anche se ad oggi è difficile trovare ristoranti che lo preparino ancora col sapore e metodo di una volta. Si frigge in olio e burro miscelati e prevede parti di frittura salata (animelle, fegato, polmone, cervello, salsiccia, cotoletta di vitello, crocchetta di carne) e dolce (semolino, un biscotto pavesino con marmellata, mela, amaretto). Il procedimento per la preparazione è lungo e complesso e la particolarità degli ingredienti richiede la massima freschezza del prodotto, per cui è meglio diffidare di quei locali e trattorie che ce l’hanno in carta e sempre disponibile. Nella zona del Monferrato è facile trovare il fritto misto con verdure in pastella e carote, mentre nella pianura questi sono sostituiti da semolino al cioccolato e altre varianti dolci.
  • alla bolognese: è uno dei più completi ed elaborati fritti per la quantità di ingredienti che prevede e che spesso anche nei ristoranti è difficile trovare. E’ composto da carni (agnello, maiale, pollo, vitello) e loro frattaglie e animelle, crocchette di pollo e “stecchi bolognesi” impanati e fritti; verdure (carciofi, cavolfiori, pomodori, fiori di zucca, zucchine) passate in pastella; e farinacei o altri elementi dolci come vol-au-vent al ragù, crema fritta dolce, bignè.
  • alla fiorentina: è simile al bolognese, ma forse con meno ingredienti. Tra le parti salate ci dovrebbero essere fegato, cervello, animelle, cuore e rognoni di vitello, piccata di vitello; le verdure presenti sono crocchette di patate, zucchine, cavolfiori, cime, carciofi infarinati e passati nell’uovo prima della frittura.
  • alla napoletana: detto anche frienno o magnanno è davvero un tripudio di ingredienti molto diversi che però, a differenza di quelli nordici, non comprendono parti dolci. E’ infatti composto da carni e frattaglie, animelle, cervello, fegato, verdure come fiori di zucca, zucchine, melanzane, peperoni, finocchi, sedano, carciofi e altri elementi immancabili tra cui panzerotti, crocchè di patate, paste cresciute con vari ripieni, mozzarelline in carrozza, scamorza, palline di fiordilatte.
  • alla romana: tradizionalmente composto di carni con costolette di abbacchio, cervello di vitello, fegato e testicoli alla salvia, verdure come quelle usate nel fritto fiorentino, ma con aggiunta di mele aromatizzate al rum, pane dorato, crocchette di patate e supplì. Insomma un giusto equilibrio tra le ricette del nord e quelle del sud Italia.

Insomma, tra nord e sud, tra ingredienti salati, dolci e verdure miste c’è davvero l’imbarazzo della scelta per tutti i gusti!

 

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